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  • Maverick buying: come fermare gli acquisti fuori controllo

    Maverick buying: come fermare gli acquisti fuori controllo

    Un acquisto urgente fatto senza ordine può sembrare un’eccezione.

    Quando le eccezioni diventano abituali, però, l’azienda perde visibilità sulla spesa, indebolisce le condizioni negoziate e costringe l’amministrazione a ricostruire a posteriori quello che è successo.

    È questo il vero problema del maverick buying: non il singolo acquisto sbagliato, ma un processo che le persone scelgono sistematicamente di aggirare.

    Per fermarlo non basta introdurre una procedura più rigida. Bisogna capire dove nasce, misurarlo con dati affidabili e rendere il percorso autorizzato più semplice di quello fuori controllo.

    Cos’è il maverick buying

    Per maverick buying, detto anche maverick spend o rogue spend, si intendono gli acquisti effettuati al di fuori dei contratti, dei fornitori, dei canali o delle autorizzazioni stabilite dall’azienda.

    Può assumere forme diverse:

    • Acquistare da un fornitore non qualificato
    • Ignorare un contratto quadro già disponibile
    • Inviare l’ordine direttamente al fornitore senza una richiesta approvata
    • Creare l’ordine dopo aver ricevuto la fattura
    • Suddividere un acquisto per rimanere sotto una soglia autorizzativa
    • Utilizzare carte aziendali o rimborsi spese per acquisti che dovrebbero passare dal procurement
    • Coinvolgere l’ufficio acquisti quando prezzo, fornitore e condizioni sono già stati decisi

    Non tutti questi acquisti nascono da comportamenti scorretti.

    Spesso chi acquista sta cercando di risolvere rapidamente un problema operativo: un materiale mancante, un ricambio urgente, un fornitore abituale che non risponde o una procedura interna troppo lenta.

    Per questo il maverick buying deve essere trattato come un segnale di malfunzionamento del processo Procure-to-Pay, non soltanto come una violazione delle regole.

    Perché riduce la performance

    Il primo effetto visibile è la perdita di controllo sulla spesa. Ma le conseguenze coinvolgono anche produzione, amministrazione, qualità e controllo di gestione.

    • Condizioni economiche peggiori. Quando un reparto acquista fuori contratto, l’azienda non sfrutta pienamente i prezzi, gli sconti e le condizioni già negoziate. Il problema non riguarda soltanto il prezzo unitario. Possono peggiorare anche termini di pagamento, costi di trasporto, quantitativi minimi, garanzie e condizioni di assistenza.
    • Maggiore frammentazione dei fornitori. Molti piccoli acquisti distribuiti tra fornitori diversi riducono la capacità negoziale dell’azienda. La stessa categoria merceologica può essere acquistata da cinque fornitori differenti senza che nessuno abbia una visione complessiva dei volumi.
    • Più lavoro amministrativo. Una fattura priva di ordine richiede verifiche manuali: chi ha acquistato, chi doveva autorizzare, dove imputare il costo e se la fornitura è stata effettivamente ricevuta. I sistemi di Process Mining considerano infatti fatture ricevute prima della creazione o dell’approvazione dell’ordine tra i principali segnali di non conformità nel processo Purchase-to-Pay.
    • Minore affidabilità del controllo di gestione. Se gli impegni di spesa entrano nel sistema soltanto con la fattura, il controllo di gestione vede il costo troppo tardi. Budget di funzione, previsioni di cassa e margini di commessa possono quindi apparire corretti fino al momento in cui emergono costi non ancora registrati.
    • Maggiori rischi operativi. Un fornitore non approvato può non rispettare gli standard richiesti in termini di qualità, sicurezza, continuità della fornitura o documentazione. L’acquisto può essere economicamente conveniente nel breve periodo ma generare costi successivi difficili da recuperare.

    Come capire se esiste

    Il primo errore è cercare subito un benchmark esterno.

    Non esiste una soglia universale valida per tutte le aziende: il risultato dipende dal settore, dalle categorie acquistate, dalla maturità del procurement e dalla definizione utilizzata.

    Il punto di partenza deve essere la misurazione della situazione interna.

    Alcuni segnali possono essere individuati rapidamente:

    • Elevato numero di fatture senza ordine
    • Ordini creati dopo la data della fattura
    • Crescita del numero di fornitori con bassi volumi
    • Acquisti effettuati fuori dai contratti disponibili
    • Frequente utilizzo di ordini urgenti
    • Differenze di prezzo per lo stesso materiale
    • Richieste di pagamento provenienti da fornitori non censiti
    • Costi di commessa che emergono dopo la chiusura operativa
    • Numerose eccezioni autorizzate sempre dagli stessi responsabili
    • Contestazioni frequenti tra amministrazione, acquisti e reparti richiedenti

    La percentuale di fatture senza ordine è un indicatore utile, ma non coincide automaticamente con il maverick buying. Una fattura senza PO può essere un’eccezione autorizzata, mentre un acquisto effettuato con PO può comunque essere fuori contratto o indirizzato verso un fornitore non approvato.

    Individua le cause

    Bisogna evitare la reazione più immediata: inviare una comunicazione generale ricordando a tutti la procedura.

    Se le persone aggirano il processo, spesso esiste una ragione concreta.

    • Processo troppo lento. Quando un’approvazione richiede diversi giorni ma la produzione ha bisogno del materiale entro poche ore, l’acquisto fuori procedura diventa prevedibile. In questo caso non basta chiedere maggiore disciplina. Bisogna distinguere il flusso ordinario dal flusso urgente e definire tempi di risposta compatibili con le esigenze operative.
    • Sistema difficile da utilizzare. Cataloghi incompleti, codici non aggiornati, richieste con troppi campi e fornitori difficili da trovare spingono gli utenti verso email, telefonate e accordi diretti. Rendere il percorso conforme più semplice è una delle leve principali per ridurre gli acquisti fuori controllo.
    • Contratti non conosciuti. Un contratto esistente non produce saving se chi deve acquistare non sa che esiste o non riesce a trovare rapidamente prodotti, prezzi e condizioni.
    • Responsabilità poco chiare. In alcune PMI non è definito chi può scegliere il fornitore, chi verifica il budget, chi approva la richiesta e chi può autorizzare un’eccezione. In questi casi una matrice RACI può chiarire i ruoli senza aggiungere livelli burocratici.
    • Procurement coinvolto troppo tardi. Se l’ufficio acquisti riceve una richiesta quando il fornitore ha già iniziato il lavoro, non sta più negoziando: sta regolarizzando una decisione presa da altri.

    Il piano in sei passi

    Definisci cosa significa “acquisto conforme”

    Prima di controllare le eccezioni, bisogna eliminare le ambiguità.

    Per ogni categoria vanno definiti:

    • Fornitori approvati
    • Contratti applicabili
    • Canale di acquisto
    • Soglie autorizzative
    • Documenti obbligatori
    • Casi di urgenza
    • Eccezioni ammesse
    • Responsabile dell’approvazione

    La definizione deve essere semplice abbastanza da poter essere compresa da chi effettua l’acquisto.

    Ricostruisci la spesa

    Occorre integrare almeno:

    • Ordini di acquisto
    • Fatture fornitori
    • Anagrafica fornitori
    • Contratti attivi
    • Richieste di acquisto
    • Autorizzazioni
    • Centri di costo
    • Commesse
    • Richiedenti e approvatori

    L’analisi dovrebbe standardizzare i nomi dei fornitori, collegare le società appartenenti allo stesso gruppo e distinguere le vere eccezioni dagli errori anagrafici.

    Segmenta le anomalie

    Non tutte le non conformità hanno lo stesso peso.

    Conviene separare almeno quattro situazioni:

    AnomaliaPossibile causaPrima azione
    Fattura senza ordineProcedura ignorata o categoria esclusaVerificare categoria e richiedente
    Acquisto fuori contrattoContratto non conosciuto o non adeguatoControllare copertura e condizioni
    Fornitore non approvatoUrgenza o anagrafica incompletaValidare motivo e rischio
    Ordine retroattivoApprovazione richiesta troppo tardiAnalizzare tempi e responsabilità

    La segmentazione evita di applicare lo stesso controllo a problemi diversi.

    Intervieni sulle cause principali

    Le azioni devono dipendere da quanto emerge dai dati.

    • Se il problema è concentrato su una categoria, rivedi contratto e catalogo
    • Se riguarda un reparto, verifica esigenze e tempi del processo
    • Se dipende da pochi fornitori, consolida la base fornitori
    • Se riguarda gli ordini urgenti, crea un percorso rapido con soglie e motivazioni
    • Se il processo è troppo complesso, riduci passaggi e campi non necessari
    • Se manca conoscenza, introduci formazione mirata sul momento dell’acquisto

    Inserisci controlli preventivi

    Il controllo migliore interviene prima che l’impegno di spesa venga assunto.

    Alcuni esempi:

    • Blocco o autorizzazione specifica per nuovi fornitori
    • Segnalazione automatica quando esiste un contratto applicabile
    • Workflow differenziati in base a importo e rischio
    • Cataloghi con fornitori e articoli preferenziali
    • Budget disponibile visibile al richiedente
    • Motivazione obbligatoria per acquisti fuori contratto
    • Percorso formalizzato per le urgenze
    • Regola “no PO, no pay” applicata solo dopo aver gestito correttamente le eccezioni

    I controlli dovrebbero essere proporzionati al rischio: gli acquisti ordinari e a basso rischio devono procedere velocemente, mentre le eccezioni richiedono una motivazione e un’approvazione specifica.

    Monitora e chiudi il ciclo

    Il dato deve entrare nel reporting direzionale con frequenza almeno mensile.

    Non basta mostrare il valore dell’indicatore. Il report deve rispondere a quattro domande:

    • Dove si concentra il fenomeno?
    • Qual è la causa principale?
    • Chi deve intervenire?
    • Entro quando verrà verificato il risultato?

    KPI da controllare

    KPIFormulaUtilità
    Maverick Spend RateSpesa non conforme / spesa indirizzabileMisura il valore economico fuori controllo
    PO CoverageFatture con PO / totale fatture gestibili con POMisura la copertura del processo d’ordine
    Contract ComplianceSpesa su contratto / spesa coperta da contrattoVerifica l’utilizzo degli accordi disponibili
    Fornitori non approvatiSpesa presso fornitori non approvati / spesa totaleEvidenzia dispersione e rischi
    Ordini retroattiviOrdini creati dopo fattura o consegna / totale ordiniMisura la regolarizzazione a posteriori
    Tempo di approvazioneTempo tra richiesta e approvazioneVerifica se il processo interno genera aggiramenti
    Eccezioni ricorrentiEccezioni ripetute per reparto, categoria o richiedenteIndividua problemi strutturali

    Il valore del maverick buying può essere misurato sia come importo sia come numero di righe o transazioni non conformi; osservare entrambe le prospettive aiuta a distinguere pochi acquisti rilevanti da molti acquisti di piccolo importo.

    Il punto per il GM

    Il maverick buying non è soltanto un problema dell’ufficio acquisti.

    È un indicatore della qualità con cui l’azienda governa spesa, responsabilità e processi. Se ogni reparto sceglie autonomamente fornitori, condizioni e modalità di acquisto, il controllo di gestione può registrare i costi, ma difficilmente riuscirà ad anticiparli.

    Prima di introdurre nuovi blocchi, conviene quindi fare tre domande:

    • Il processo autorizzato è abbastanza veloce?
    • Le persone trovano facilmente fornitori e contratti corretti?
    • Le eccezioni vengono analizzate per rimuoverne la causa?

    Quando la risposta è negativa, il problema non si risolve con una procedura più rigida. Si risolve progettando un processo più semplice, controllabile e compatibile con il lavoro reale.

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  • Perché i tuoi processi aziendali non migliorano (e cosa fare subito)

    Perché i tuoi processi aziendali non migliorano (e cosa fare subito)

    Le quattro realtà dei tuoi processi

    Prima di parlare di ottimizzazione, fermati un attimo.
    Prima domanda: esiste uno standard chiaro per questo processo?
    Seconda domanda: le persone lo usano davvero?

    Da queste due risposte nascono quattro scenari diversi, ognuno con un percorso di miglioramento preciso.

    • Nessuno standard e nessun utilizzo: sei nel caos. Ogni volta il processo cambia, non puoi misurare nulla e non hai una base per migliorare. Il primo passo è creare uno standard minimo e farlo rispettare con disciplina quotidiana.
    • Standard esiste ma nessuno lo usa: sulla carta sei a posto, nella realtà no. Hai un controllo formale che non guida le decisioni. Qui il lavoro è capire perché lo standard non funziona: è troppo complesso, non è aggiornato, non aiuta davvero chi lavora?
    • Nessuno standard scritto ma il processo è stabile: ti affidi alla memoria e all’esperienza delle persone. Funziona finché ci sono loro, ma il know-how resta nella testa di pochi ed è fragile. Serve trasformare questa conoscenza tacita in procedure semplici, condivise e facili da aggiornare.
    • Standard documentato e applicato: hai stabilità e dati misurabili. A questo punto puoi parlare di miglioramento continuo, perché ogni cambiamento parte da una base chiara e confrontabile.

    Quando il miglioramento genera solo rumore

    Molti manager parlano di Kaizen, ma nella pratica creano solo nuove riunioni e attività che non cambiano i risultati. Il miglioramento continuo non è un documento o un workshop una tantum, ma un insieme di pratiche ripetibili e concrete.

    Alcuni esempi di standard di miglioramento:

    • cicli PDCA regolari;
    • revisioni settimanali dei KPI;
    • sessioni strutturate di problem solving con azioni e follow-up chiari.

    Il vero Kaizen inizia quando il miglioramento diventa un’abitudine quotidiana, non un “evento speciale”.
    Senza uno standard esterno, ogni decisione resta legata all’umore del momento, alle pressioni urgenti o alle opinioni più forti in riunione.

    Gli standard, invece, ti danno:

    • criteri oggettivi per scegliere le priorità;
    • un riferimento per capire se stai davvero migliorando o stai solo cambiando modo di lavorare.

    Tre passi per uscire dall’instabilità

    Per rendere i processi aziendali stabili e misurabili puoi partire da tre passi semplici.

    Monitora le performance
    Usa strumenti di controllo come carte di controllo e tecniche di controllo statistico di processo per seguire l’andamento nel tempo.
    Il monitoraggio ti aiuta a intercettare le deviazioni in anticipo e a intervenire prima che il problema diventi strutturale, trasformando la stabilità da risultato occasionale a condizione normale.

    Documenta lo stato attuale
    Raccogli come il processo funziona oggi, prima e dopo ogni intervento.
    Disegna mappe di processo che descrivano la realtà, non come vorresti che fosse. Questo ti permette di vedere sprechi, colli di bottiglia e variabilità con maggiore chiarezza.

    Standardizza il lavoro
    Trasforma le buone pratiche in standard chiari, brevi e facili da usare.
    Ogni volta che migliori un processo, aggiorna il relativo standard: in questo modo il miglioramento non resta un caso isolato, ma diventa il nuovo modo di lavorare.

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    In 30 minuti analizziamo quali passi concreti puoi fare subito

  • Le fasi fondamentali per migliorare i processi aziendali

    Le fasi fondamentali per migliorare i processi aziendali

    Quando vuoi migliorare l’efficienza dei processi, non puoi affidarti all’intuizione. Hai bisogno di un percorso chiaro, che parta da come lavori oggi e ti porti a risultati misurabili domani.
    Per questo è utile ragionare in fasi, così ogni step ha un obiettivo preciso e un impatto concreto sul business.

    1. Analisi e mappatura dei processi (AS-IS)

    Per prima cosa fotografi la realtà: come funzionano davvero oggi i tuoi processi.
    In questa fase ricostruisci flussi, attività, responsabilità, sistemi usati e documenti che circolano.
    Questo ti permette di vedere dove perdi tempo, dove hai colli di bottiglia, dove fai doppio lavoro o gestisci dati due volte.
    Coinvolgere le persone che operano ogni giorno nel processo è essenziale, perché fanno emergere problemi che non si vedono nei report.

    2. Progettazione dei nuovi processi (TO-BE)

    Una volta chiarito l’AS-IS, puoi progettare come “dovrebbe” funzionare il processo per sostenere meglio gli obiettivi aziendali.
    Qui definisci il modello TO-BE, eliminando attività ridondanti, passaggi manuali inutili e controlli doppi.
    Allo stesso tempo inserisci nuove attività ad alto valore, per esempio automazioni digitali o controlli di qualità più efficaci.
    In questo modo il processo diventa più snello, più veloce e più semplice da spiegare alle persone che dovranno utilizzarlo.

    3. Gap Analysis e stress test del TO-BE

    A questo punto confronti AS-IS e TO-BE per capire il vero divario tra dove sei oggi e dove vuoi arrivare.
    La Gap Analysis ti mostra quali competenze mancano, quali strumenti vanno aggiornati e quali cambiamenti organizzativi servono davvero.
    Inoltre puoi fare uno “stress test” del nuovo processo, simulando picchi di carico o situazioni critiche per vedere se il modello regge anche nelle condizioni peggiori.
    Questo passaggio ti aiuta a evitare sorprese in fase di implementazione e a pianificare meglio tempi, costi e priorità.

    4. Attuazione ed empowerment delle persone

    Definito il processo TO-BE, arriva il momento di metterlo a terra.
    Qui non basta inviare una nuova procedura: devi lavorare su responsabilità, formazione e supporto operativo.
    L’obiettivo è dare alle persone gli strumenti e l’autonomia per gestire il processo in modo efficace, con ruoli chiari e margini di decisione definiti.
    In questo modo il cambiamento non viene subito, ma diventa un’occasione per migliorare il lavoro quotidiano e ridurre gli attriti tra funzioni.

    5. Misurazione, verifica e miglioramento continuo

    Infine, misuri i risultati.
    Definisci KPI coerenti con gli obiettivi di partenza, come tempi di attraversamento, errori, rilavorazioni o costi legati al processo.
    Confrontando i dati prima e dopo il cambiamento, capisci se il nuovo processo porta davvero valore o se devi intervenire ancora.
    Questa logica di verifica continua ti permette di trasformare il miglioramento dei processi da progetto una tantum a modo di lavorare stabile in azienda.

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