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    Maverick buying: come fermare gli acquisti fuori controllo

    Cos’è il maverick buying

    Per maverick buying si intende l’acquisto di beni o servizi al di fuori dei processi di procurement ufficiali e dei fornitori approvati. In pratica, qualcuno salta il flusso standard (ERP, e-procurement, richieste di acquisto, contratti quadro) e compra direttamente dal fornitore che preferisce.

    Questi acquisti “selvaggi” vengono chiamati anche rogue o wild purchasing, proprio perché aggirano il ruolo del procurement e rompono la catena del valore definita. Nella maggior parte dei casi non sono malintenzionati: nascono da urgenze, scarsa conoscenza delle regole o strumenti poco usabili.

    Perché è un problema di performance (non solo di regole)

    Quando il maverick buying è diffuso, l’azienda perde soldi e controllo anche se i singoli acquisti sembrano “piccoli”.

    Gli impatti principali sono:

    • Costi più alti: chi compra fuori contratto spesso paga prezzi superiori del 10–20% rispetto agli accordi quadro, perché perde economie di scala e condizioni negoziate.
    • Perdita di trasparenza: con molti ordini senza riferimento a contratti o PO, l’analisi della spesa diventa incompleta o distorta, e il controllo di gestione vede solo una parte del film.
    • Rischi di compliance: gli acquisti fuori processo sfuggono alle verifiche su fornitori, regole di autorizzazione e politiche interne, con rischi legali e reputazionali.
    • Processi amministrativi più lenti: le fatture senza ordine (senza riferimento a un PO) richiedono più lavoro manuale in contabilità fornitori, aumentando i costi di processo.

    Per misurare il fenomeno viene spesso usato un indicatore semplice: la quota di fatture senza riferimento ordine (MBQ = numero fatture senza ordine / totale fatture), dove valori oltre il 5% sono già un segnale di allarme. Questo KPI collega direttamente maverick buying, controllo di gestione e process efficiency.

    Dove nasce e perché il processo spesso non aiuta

    Per ridurre il maverick buying non basta “scrivere una policy”: bisogna capire perché le persone scelgono di aggirare il processo.

    Le cause ricorrenti sono:

    • Strumenti poco user friendly: se ERP o portale acquisti sono lenti o complicati, chi lavora in operation cerca scorciatoie.
    • Pressione sul time-to-market: quando la priorità è “far partire la produzione” o “non fermare il servizio”, gli acquisti emergenziali diventano la norma.
    • Mancanza di formazione: chi compra non conosce i contratti esistenti, i fornitori approvati o le motivazioni dietro le regole.
    • Processi poco chiari: se la procedura di richiesta/acquisto non è semplice o visibile, ogni reparto se ne crea una propria versione.

    In procurement management si parla infatti di rottura della catena del valore: il purchasing viene coinvolto troppo tardi o per niente, perdendo la possibilità di guidare strategia e saving.

    La tua azienda perde margine perché ogni reparto compra per conto suo?

    È segno che il maverick buying è fuori controllo
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